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Donato Lella


Portfolio

Nato nel 1965 Donato Lella è conosciuto oggi nel mondo dell'arrampicata per essere un ottimo e concentrato uomo da gara.. ma non solo! Uno tra i più longevi atleti del panorama competititvo... A 40 anni la sua passione per questo sport si sviluppa nelle più disparate direzioni. Atleta, falesista, tracciatore internazionale e preparato allenatore, Donato si rivela al mondo verticale solo in questi ultimi anni...ma la sua storia parte da lontano e a raccontarcela sarà proprio Lui..

  

Origini...da dove parte la tua esperienza verticale?

Come molti negli anni '80 ho iniziato con un corso di alpinismo ed ho poi continuato alternando la passione per l'arrampicata sportiva con salite di stampo classico. Poi per motivi di studio e lavoro ho lasciato le competizioni per circa tre anni.

Quali sono i tuoi ricordi ed i personaggi che ti hanno influenzato maggiormente?

Sicuramente nel corso di alpinismo da me frequentato c'erano ragazzi con grande "charme" che all'epoca avevano comunque un ottimo livello di arrampicata...è stato cosi ovvio che vedessi in loro dei modelli da seguire. Forse la molla che ha scatenato il tutto è stata la visita di Patrick Berhault a Pinerolo per una serata di video e diapositive. Vedere L'arrampicata in quella dimensione unita alla mia passione per lo sport ha fatto si che mi buttassi in questa nuova avventura.

Sei nato nell'epoca dei grandi miti quali Edlinger, Moffat...etc! Cosa è cambiato da allora e come vengono vissute secondo te le gare dai cyborg della nuova generazione?

Vista la mia età dovrei dire che a quell'epoca c'era piu pathos, magia ... in realta si era semplicemente agli albori, tutti avevano iniziato ad arrampicare su roccia, si cominciava a parlare di allenamento specifico per l'arrampicata senza fare ancora distinzione tra arrampicata di competizione o altro. Più tardi ci fu l'uscita di " Grimper" un testo sull'allenamento e programmazione nell'arrampicata che ovviamente ho comperato subito in lingua originale. Oggi finalmente si parla di sport, con tanto di circuiti regionali nazionali, coppa del mondo etc.... I ragazzi sono atleti che si preparano in modo continuativo e per determinati obiettivi come in un qualsiasi altro sport. Forse la grande differenza è che rispetto ad altri sport nell'arrampicata quasi tutti gli atleti agonisti si divertono e giocano anche confrontandosi sulla roccia in ambiente naturale e sono convinto che le due realtà possano coesistere benissimo.

Tracciatore, atleta, allenatore...come fare coincidere tutte queste specialità?

Coesistono in quanto sono atleta dal 1986 e tuttora partecipo ancora a qualche gara a livello nazionale. In seguito con il corso di laurea in Scienze motorie è logico che cercassi di utilizzare le mie competenze in direzione dell'arrampicata. La figura del tracciatore è un discorso a parte. Qui ho trovato un' altra dimensione dell'arrampicata; da una parte in questo modo posso dare una mia interpretazione, dall'altra dò il mio contributo per lo sviluppo di una disciplina sportiva, rimanendo sempre a contatto con i giovani, cosa che per me è estremamente importante! Naturalmente adesso fare l'atleta è solo più un bel passatempo, un modo per vedere persone lontane e rimanere nell'ambiente senza grandi velleità...spazio ai giovani! Allenatore e preparatore fisico, sono il mio lavoro e quindi le attività che mi occupano maggiormente. Il tracciatore è una bellissima attività che segue un pò la stagione agonistica ma che non può essere considerata un lavoro.

...e dove vorresti ti portassero dopo anni di dedizione alla scalata?

Ma...non sò: Vorrei continaure a vivere l'arrampicata con molta leggerezza, magari continuando ad arrampicare in giro per il mondo cercare di trasmettere la mia passione ai giovani per vivere l'arrampicata a 360°...prese, roccia, gare, montagna etc...

Se ci fosse qualcosa da cambiare nel mondo della scalata, cosa sarebbe importante per te per l'evoluzione di questo sport?

Bella domanda! Penso che sia importantissimo cercare di avvicinare il più possibile le varie associazioni che si occupano di arrampicata...F.A.S.I. , C.A.I. etc.. Bisogna muoversi in un'unica direzione promuovendo l'arrampicata nella scuola senza esasperarne l'aspetto agonistico ma anche non demonizzando le gare. In poche parole vorrei far capire che è possibile far convivere l' arrampicata in ambiente naturale, le competizioni, i raduni. Purtroppo per alcuni esiste solo l'attività all'aperto. Penso veramente che l'unica possibilità di sviluppo per l'arrampicata sia quella di allargare sempre di più le proprie competenze. L'arrampicata e un'attività unica e permette di stare in mezzo alla natura , competere con avversari, viaggiare conoscendo persone e culture diverse tra di loro...


   

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