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Hakuna Matata
Era lì da molto tempo..bastava
linkare in diagonale le cinque vie culto del Cubo ed il gioco sembrava
fatto... ma il nome della via probabilmente non ne rispecchia chiaramente
il carattere e qui un pò di problemi ce ne sono stati. Problemi
un pò taccosi , di male alle dita e alle articolazioni , di umidità
e di ultime prese...quelle che sembra non si vogliano mai lasciar prendere.
Le solite scuse insomma di noi climber che molte volte ci mettiamo in
gioco affrontando i propri limiti. In primavera fin da quando ho iniziato
i trials, la via mi sembrava possibile, ma non priva di ostacoli ....e
quando stavo per leggere le ultime righe, la pioggia tira a lucido la
linea....quasi a volermela pulire lasciandomela pronta per il prossimo
assedio...ma
l'umido dura troppo a lungo...Ormai la stagione è troppo avanti
e il caldo è alle porte. Una tracciatura al Rock Master a inizio
settembre mi riassesta un pò i parametri che ultimamente avevano
bisogno di una rinnovata regolazione. Ottobre è il periodo giusto
anche se il tempo sembra prenderti un pò in giro alternando buone
giornate a calure insolite per il periodo. Ma la via è lì
e provarla ne vale la pena...diverse cadute all'ultima presa...qualche
urlo di rabbia quando la differenza tra felicità e depressione
consiste solo in un colpo di reni e poi giù di nuovo...rilegarsi
e ripartire per quei 65 movimenti con prese messe a distanze siderali
che affaticano prima il corpo e poi la mente. Il Big Wedsneday finalmente
arriva... ma qui la grande onda di roccia rimane ferma...sono io che
devo muovermi prima di perdere di nuovo la forma...ma il tutto deve
essere metabolizzato...tutto deve essere perfetto come nel giorno in
cui non ci credevo e mi sentivo più stanco dei giorni precedenti
...come il sacchetto della magnesite che mi abbandona a metà
via portandosi via le speranze di poter finire il mio quadro...e come
quella strana concentrazione che mi è venuta presa dopo presa...proprio
come se fossi senza pensieri racchiuso in un corpo che si muove come
comandato da quei gesti ormai così usuali ...oggi quella maledetta
ultima spallata la prendo... e raggiungo il bordo della via o meglio
la sommità del Cubo...urlo e butto fuori il fiato come un geyser
, come per uscire da quei cinque minuti di apnea...mi godo l'attimo,
scendo e mi sento bene...mi siedo e ora che non ci sono più prese
da tenere , non mi sembra di essere così stanco...quindi non
sarà così difficile...e allora penso a quanto può
esserlo per chi vorrà ripeterla...e sono di fronte alla scelta...ragione
o sentimento di un attimo?...non lo sò...ma la via è comunque
dura e se la rapporto alle altre che ho già fatto...il grado?
più di 8c+ sicuramente...magari abbiamo preso un altro 9...rimane
comunque la via più dura che io abbia mai fatto...ma non mi sbilancio
visto che l'evoluzione insegna che il grado è soggettivo... e
poi non sono il genio dei metodi e forse arriveranno nuove soluzioni
ad alleviare le fatiche che la via richiede...Piccolo appunto: i moschettonaggi
sono undici...numero perfetto...
Foto di:
Andrea Gallo
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