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L' Ira di Anita

 

Portfolio

Un nome che non è sicuramente sconosciuto. Forse il suo modo di vivere la tiene lontano dal circuito delle gare ma il suo livello la vorrebbe vedere schierata ad una griglia di partenza. Un modo di vivere la scalata diverso dagli standard. Lunghi viaggi in compagnia del suo compagno Stefano alla scoperta del loro territorio preferito...quello spagnolo! Il tutto condito da qualche viaggio di ritorno alla loro terra madre giusto per non perdere l'abitudine alle tacche di granito che dalle nostre parti la fanno da padrone. Attraverso le sue parole un modo per conoscere meglio il personaggio...

Quando come e perche hai iniziato a scalare....chi
ti ha ispirato se ci fosse qualcuno?


A scalare ho iniziato direi quasi per caso, una mia amica non si osava ad iscriversi al corso di arrampicata da sola, otto anni fa, ed io allora mi sono iscritta con lei. I miei interessi sportivi si erano notevolmente addormentati dai 17 anni. Da quando ero piccolina ho sempre fatto molto sport, in particolare atletica leggera e ginnastica artistica, ottenendo buoni risultati anche a livello regionale ma con l'adolescenza gli interessi si sono notevolmente allargati e lo sport non era nella rosa dei preferiti, anche se per smaltire le sbornie andavo un paio di volte alla settimana a correre, cosa che per altro adesso non farei mai per le mie povere ginocchia. A 23 anni la vita notturna iniziava ad andarmi stretta e fisicaminte
iniziavo ad accusarla, mi stavo guardando attorno alla ricarca di uno
sport che mi intrigasse... Be direi che l'ho trovato... L'ARRAMPICATA

Da quello che vedo credo che tu abbia una predilezione per il boulder ...cos' ha in piu questa specialita rispetto alla falesia?

Il grande pregio che ha il boulder rispetto alla falesia è, per me, la componente aggregativa e ludica. Andando tra i massi si conosce molto più facilmente gente, che per la maggiorparte è li per divertirsi, non ha l'ansia della prestazione, si è tutti più sereni, la competizione non è morbosa perchè quasi nessuno ha paura di quello che stà facendo e così la componente macista della corda viene a scomparire. Sotto l'aspetto atletico il gesto del bouldering è molto più rapido e dinamico, assomiglia molto ad uno "sport" freestyle, proprio per la forte componente dinamica, e sensibile nella sensazione rapida del proprio corpo nello spazio. Io nella mia vita non ho mai provato seriamente uno sport... free, se non quello della fiesta, e nel boulder sto provando delle belle sensazioni di libertà, anche se mi rendo conto di aver iniziato troppo tardi per essere una fuori classe, sono troppo statica e non c'è quell'automatismo motorio delle persone che hanno iniziato da bambini... come per tutti gli sport soprattutto per quelli free.

Con Stefano avete viaggiato molto e sopratutto in Spagna.Cosa vi lascia questa esperienza ?

Il viaggio è una componente fondamentale nella vita, non solo per l'arrampicata, tutti secondo me dovrebbero prendersi un periodo di almeno un anno per viaggiare. Non si pensi che la vacanza sia uguale... anche se si va in capo al mondo c'è bisogno di un periodo almeno superiore ai quattro
mesi, secondo me, per dissolvere il cordone ombelicale che lega tutti al luogo nel quale abbiamo vissuto e le persone che ci hanno circondato. La visione di te stesso e del mondo si modifica in modo fluido, la leggerezza quale sensazione più bella...nulla è più fermo e tutto è messo in gioco...non è facile da spiegare ma bello da provare. La Spagna è stata meta fissa, sia per le temperature invernali, dato che vivendo in camper non è cosa da poco, sia per la gente del posto e per la quantità di giovani di tutto il mondo che ci passa l'inverno ad arrampicare! Vivendo in furgone nelle grotte in macchina in moto a piedi col cane zoppo... è a parer mio in Europa l'ultima spiaggia, un ponte con il non occidente, soprattutto con il Sud America. Non pensiate che il nostro viaggio sia finito, la nostra permanenza in Italia è una voluta parentesi...poi chissà!

Non pensi sia andato un po perduto e sopratutto tra noi italiani questo modo di vivere la scalata?

Viaggiando in questi anni abbiamo incontrato e conosciuto molta gente e gli Italiani che abbiamo incontrato ad arrampicare, per la stragrande maggioranza era in una fugace vacanza. Pochi Italiani viaggiano all' avventura. I motivi sono sicuramente tanti, ma ho conosciuto gente molto squattrinata che viaggia vivendo di lavori saltuari ma di Italiani con pochi soldi che si prendono e si tolgono, direi quasi nessuno. Personalmente la cosa che mi piace meno della cultura Italiana è la visione morbosa e cattolica della famiglia che tarpa le ali con il premiato senso di colpa! A differenza di molte altre culture cattoliche in egual modo, quella Italiana non ha certo aiutato e continua a non aiutare i giovani a mettersi in gioco seguendo le proprie passioni, perche se poi lo fai la società tende ad emarginarti e a non ritenerti affidabile se non vuoi crescere , se non vuoi mettere su famiglia...Ma poi paradossalmente se vai a chiedere un lavoro ed hai intenzione di " mettere su famiglia " non ti assumono perchè poi vorresti andare in maternità. Negli altri paesi questa politica è meno forte...

Ultimamente vedo che ti alleni molto!! quali sono i tuoi progetti verticali?

Negli ultimi anni ho arrampicato quasi esclusivamente su roccia sia in falesia che su blocchi, e devo dire che sono migliorata molto soprattutto a livello motorio ma il braccino si è fermato.
Sono contenta dei miei risultati ma, per me nella vita se non si cerca di migliorare non ha senso continuare e quindo tanto vale cambiare. Così ho deciso di provare ad allenarmi per vedere un pò cosa succede. Su roccia mi piacerebbe migliorare sui blocchi, in particolarmodo a Fontainebleau, l'arrampicata più bella che ci sia, ma anche quella che mi è più ostile! Vorrei fare l' 8a nella Foresta ma non di traverso o mega congeniale...vorrei comprimere quei piatti e volare fluida in cima a quei massi!
Ed in falesia, dato che non ho mai avuto voglia di lavorarmi un tiro e quindi più dell'8b non sono riuscita a salire, vorrei in quest'anno Italiano chiudere un tiro per me molto duro e per ora vicino a casa...Maia 8b+ al Cubo di Arnad. Il grado non è di per se estremo ma dato che nessuno mi paga per le realizzazioni, rimane la personale soddisfazione che mi può dare una salita di questo genere...e nel suo genere vi assicuro che è dura!

E quelli un po meno verticali?

Progetti non ne ho di preciso, continua sicuramente a non interessarmi fare una vita tranquilla stabile e rassicurante.. non mi appartiene, e penso non mi apparterrà mai. La fortuna o diamogli il nome che vogliamo, mi ha fatto incontrare una persona con cui fare un percorso umano e non solo...è questo non è poco e per ciò mi sento una privilegiata! Un ideuccia che ci ronza nella testa, a me e a Ste da un pò di tempo è di sposarci...dato stiamo così bene insieme, perchè no. Ma figli non se ne parla, come già sa bene chi mi conosce non penso ne farò mai, sono umanamente e politicamente non favorevole alla riproduzione. Semplicemente non lo ritengo un dono, e se proprio uno vuole educare una creatura, meglio l'adozione di chi è gia al mondo e sta trovando duro...Questo mio pensiero non toglie il fatto che ognuno di noi è libero di fare quello che vuole e se ne è soddisfatto , la cosa andrà sicuramente a gonfie vele. Per concludere con un consiglio che mi sento di dare a tutti, belli e brutti, forti e scarsi, è di mettersi in gioco e non aver paura di cambiare strada nella propria vita...la paura è il peggior nemico dell'uomo e lo rende schiavo!




Foto di: Alberto Gnerro

 

 

 

 

 

 

 

 

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