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Coppa del Mondo di Brno 12-11-2004

Portfolio

Alle volte atleti...altre volte tracciatori con la voglia di creare itinerari nei quali i concorrenti si possano misurare al massimo del loro potenziale! E' con questo entusiamo che Io e Donato partiamo alla volta di Brno ed è con lo stesso spirito che affrontiamo un lavoro che per diversi motivi non è stato cosi facile visto il poco tempo a nostra disposizione e una struttura molto bella nel profilo ma fornita di prese un po' inadatte alla situazione! I quarantasei uomini presenti vengono selezionati su due quarti che con caratteristiche molto diverse tra loro, propongono più o meno la stessa difficoltà! Le donne che devono misurarsi sul quarto tracciato nella parte sinistra della struttura, ci fanno un pò preoccupare quando la seconda concorrente partita raggiunge il top con la stessa fatica con cui affronti un quinto di placca. Io e Donato ci guardiamo... Ma alla fine la russa si rivela essere in superforma e le catene alla fine della gara saranno solamente otto! Dopo aver preso visione del livello sia maschile che femminile, quando la fiera si svuota , iniziamo a montare le vie di semifinale. Sono le 18.00! Il lavoro è lungo e mettere cosi tante prese richiede alcune ore...Quando tutto è pronto si inizia a provare per decidere quali siano i cambi da fare. Le vie subito ci sembrano abbastanza dure e girando solo di qualche grado due o tre prese tali si rivelano. Due top per gli uomini: il primo arriva da parte di Dino Lagni che sull' arcuata si trova sempre a suo agio,mentre il secondo viene dall'idolo locale Tomas Mrazek. Flavio lancia al top ma non riesce a chiudere la via. Nove uomini in finale tra cui tre italiani essendo arrivato sesto Luca Zardini. Tra le donne solamente la Eiter riesce ad avere ragione della via mentre un piede traditore non permette alla Sarkany di eguagliare l'austriaca! Subito dietro la svizzera Eyer e la russa Shalagina. Purtroppo un passaggio sotto il tetto finale fa diversi parimerito e una presa svasa mano destra rappresenta il limite per passare al round finale! Tempi stretti visto la presenza della televisione, ci impongono di effettuare dei cambi molto veloci. Purtroppo le vie di finale su di una struttura non molto larga ci obbligheranno ad ulteriori "monta-smonta" tra di una via e l'altra! La via femminile è molto lunga e nella sua prima parte non troppo difficile...giusto un antipasto dove le atlete iniziano un pò a riempirsi prima di arrivare alla parte finale dove una sezione in cui non bisognava perdere aderenza sui piedi si rivela mortale anche per le più forti. Alla fine della gara femminile finalmente il podio cambia un pò e la svizzera Eyer che già nei turni precedenti aveva scalato molto bene si aggiudica il primo posto lasciando dietro di sè la russa Shalagina e la slovena Maja Vidmair. Le più titolate Sarkany e Eiter purtroppo questa volta si devono accontentare delle retrovie.

Quarantacinque minuti per fare i cambi e si ricomincia con la via maschile. Jorg Verhoeven primo a partire è stupefacente...scala molto bene e sale molto, tanto che ci si chiede se la via sia abbastanza dura! Salgono tutti molto in alto a parte il Canon che purtroppo si incasina su di un passaggio appena prima di raggiungere un riposo che sicuramente gli avrebbe permesso di inserirsi in mezzo al gruppetto dei gregari! Arriverà nono preceduto dal bravo Koreano Son Sangwon vittima di un piede che tradisce la sua fiducia! Gli atleti che seguono con i loro volti ci fanno capire come la sezione finale ti possa riempire gli avambracci in un attimo. Gli ultimi a partire sono sicuramnete i più accreditati alla vittoria finale. Flavio oltre alle sue grosse qualità fisiche dalla sua ha il fatto di potere partire molto rilassato. Si ferma diverse volte sui riposi e con lui la via sembra perdere ritmo. Arriva alla sezione finale più fresco degli altri e dimostra chiaramente che oggi è il piu in forma. Si ferma su tutte le prese..ma questo è un pò il suo stile...e per la serie "chi va piano va sano e lontano" riesce a lanciare al top finale! Ora rimane solo l'attesa per gli ultimi due che devono uscire. Dino che lo segue subito dopo rimane nel gruppo arrivando alla fine quinto dopo un Petrenko che con la faccia deformata per lo sforzo ci dice quanta voglia di vincere abbia! Chabot meno in forma degli altri tira fuori il campione che c'è in lui e si aggiudica un bronzo che vale oro. Ultimo a partire è l'idolo locale Mrazek. Quando esce dall'area di isolamento nel grosso stabile della fiera si leva un boato che ti fa venrie la pelle d'oca e fa tremare le enormi vetrate. C' è una pressione enrome e grosse aspettative su di lui e scalare in queste condizioni non è sempre facile! Purtroppo per lui e per il suo pubblico questa vittoria molto aspettata non arriva e la furia ceca si dovrà accontentare di un secondo posto dietro ad un Flavio Crespi che da tempo aspettava di sparare questa cartuccia aggiudicandosi cosi una vittoria che lo ripaga dei grossi sacrifici fatti .Oltre a questa suo fantastico oro il Team Italia in questa gara si pone come squadra di punta mettendo quattro atleti nei primi dodici essendo Fabrizio Droetto arrivato dodicesimo, mettendo cosi a segno già alla sua seconda gara internazionale un risultato di tutto rispetto. Ora non resta che aspettare una settimana per incoronare il vincitore della Coppa del Mondo e sperare in qualcosa di altrettanto buono per il team Italia.

 

 

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